Insonnia

Certo che è strana la mente.
Ancor più strana è la mente dell’insonne.

Te ne stai li 12 ore al giorno seduto ad una scrivania sentendoti la persona più pragmatica dell’universo. Non riesci neanche a godere di un paio di uccellini che svolazzano allegri fuori dalla finestra che hai di fronte, ma che tu quasi non vedi ormai completamente assorbito dalla monotonia e dai movimenti meccanici che caratterizzano le tue giornate.
Lei, la mente, ti lascia fare. Finge di interessarsi a quello che stai facendo, lascia da parte ogni stimolo o idea. Ti fa alzare gli occhi, muovere le dita, impugnare una penna, ti ricorda che ogni tanto devi ascoltare il tuo corpo e accorgerti che se stai improvvisamente dondolando sulla sedia forse, devi fare pipì. A volte ti prende in giro e fa finta di darti qualche input stimolante. Fandonie. Sta solo cercando di non addormentarsi del tutto. In quei momenti, tu sei convinto di aver fatto la scoperta del secolo, lei, sa benissimo che non è così, ha solo pensato di aprirti gli occhi per qualche istante per poi abbandonarti al tuo solito torpore mentre cerchi di venire a capo alle tue intuizioni senza ovviamente ottenere alcun risultato.
Lei si diverte in silenzio.
Il bello però deve ancora venire.
Tu torni a casa la sera, con la testa vuota, non vuoi pensare a niente. Continui a svolgere automaticamente le tue azioni quotidiane, quelle che permettono la tua sopravvivenza e mantengono possibile un qualsiasi rapporto interpersonale. Parliamo di sostentamento e igiene personale. Dopo una bella rifocillata ed una doccia rilassante sei pronto ad abbandonare ogni muscolo del tuo corpo lasciandoti avvolgere da una massa soffice ed informe chiamata piumone.
Il tempo di mettere la sveglia, un paio di pensieri a quello che sarà il domani, una rapida sbirciata immaginaria ad occhi chiusi nel guardaroba, per evitare la mattina seguente di passare trenta minuti seduta sul letto a contemplare centinaia di vestiti appesi ad una stampella, senza sapere quale scegliere. Il giorno dopo, ovviamente, hai già cambiato idea.
Ora sei pronto. Abbandoni l’ultimissimo muscolo che distrattamente, tra un pensiero e l’altro, si era contratto e non tu non te ne eri neanche accorto.
Un bel respiro e buonanotte.
Turu turu tu tu..turu turu tu tu. La sigla di “Casa Vianello”.
Favoloso.
Perché diavolo mi è venuta in mente?! Ti chiedi. Inspiegabile.
Cerchi di ricordarti se per caso oggi ti è capitato di sentir parlare di Sandra e Raimondo. Se hai per caso visto una vecchia replica alla tv. Impossibile, non hai la tv.
Ti sorprendi a ricordare quei simpatici vecchietti che si volevano un gran bene ed hanno fatto ridere tante persone con i loro bisticci.
“Chissà come sarò io da vecchia. Voglio dormire, altrimenti mi ci sveglio domani vecchia” pensi.
Un altro respiro profondo, due colpetti al cuscino per fargli prendere la forma giusta e buonano…tte è notte oramai, tardi è tardi oramai l’ora della buona notte.. Chissà che fine hanno fatto Sonia e Birillo. E ti chiedi sopratutto, cosa diamine possa interessartene a te di scoprire che fine abbiano fatto la sempreverde presentatrice di super3 ed il suo amico metallico.
Mentre ad occhi chiusi continui a canticchiare la canzone della buonanotte ripercorrendo le scene indimenticabili dei cartoni animati che ti piacevano tanto, ti ricordi di quando d’estate da bambino, dopo aver passato la giornata al mare, ancora instancabile tornavi a casa della nonna che dopo averti infilato sotto la doccia e preparato un panino al prosciutto per merenda, ti faceva fare quello che volevi. Allora si che partiva la fantasia, le lunghe e sottili tende bianche gonfiate dal vento si trasformavano nelle le vele di un veliero dei pirati. La tavola di legno, usata per mangiare la polenta con il sugo e le salsicce nelle domeniche d’inverno in cui il sole anche se non lo vedi, lo senti dentro soffermandoti a guardare i sorrisi di tutta la famiglia e gli amici seduti attorno allo stesso tavolino mentre allungano le forchette sulla tavola per delimitare il proprio spazio, veniva rispolverata anche in giornata d’estate pregne di aria calda e densa e appoggiata tra una poltrona ed il divano ricreava il ponte del vascello su cui si consumavano duelli a piedi nudi tra giovani pirati improvvisati. Chissà che faccia avrebbero fatto i commensali se solo avessero saputo che la loro saporita polenta, si trovava nello stesso posto in cui piedini ancora soffici avevano saltellato per estati intere. La nonna custodiva gelosamente il segreto.
Il sorriso che ripercorrendo i ricordi ti si è stampato in faccia, svanisce in un’istante quando tornando alla realtà, ti rendi conto che sono 2 ore che provi ad addormentarti senza risultato alcuno.
Tra una sistemata alle coperte e repentini cambi di posizioni in lungo e largo, decidi che la buona e vecchia usanza di contare le pecore potrebbe essere la soluzione ai tuoi problemi. Arrivata alle 264esima pecora che saltella felicemente la staccionata e raggiunge le sua amichette pelose, provi un misto di sensazioni tra sfinimento, irritazione, nervosismo, disperazione e tanto, tanto sonno.
Cominci a pensare che potresti, ad esempio, alzarti per fumare una sigaretta, farti una camomilla, andare al bagno o bere un goccio di acqua tanto per passare il tempo. Mentre ti contorci tra pensieri e coperte, quando meno te lo aspetti, la tua testolina sbadiglia, spegne l’interruttore e decide che è arrivato il momento di lasciarti addormentare.

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2 pensieri su “Insonnia

  1. pantufll

    ogni notte anche io la stessa storia…oltre a tutto quello che fai tu…io mi perdo ad inventare storie e film veri e propri….dove i protagonisti ovviamente sono tutti i miei amici e io….niente non riesco ad addormentarmi…neanche dopo aver vinto l’oscar…ovviamente dopo aver immaginato tutta la cerimonia che dura 4 ore:-)

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